Wednesday, June 10, 2009

Grazie ristoratori ! / Thanks restaurateurs !

ITALIAN AND ENGLISH VERSIONS

Grazie a ristoratori come Paolo Squilloni, del ristorante Capoverde a Lastra Signa, anche piccole aziende riescono a farsi conoscere. Perché la passione di un oste che crede nel suo vino vale più di ogni costosa operazione di marketing. Un taverniere che ha il cliente nel cuore, ne legge la mente e ne asseconda i gusti consigliando solo alcune delle numerose pietanze. Poi lascia la carta dei vini, ma solo lui conosce quello giusto. Quindi lasciatevi trasportare dai suggerimenti del locandiere; come dei viaggiatori curiosi, fatevi guidare dalla gente che vive ed ama i propri luoghi per scoprire itinerari meno turistici e più veri. Questa è la mia idea di un pasto “fuori casa”: farmi stupire, coccolare da ricette, siano esse tradizionali o innovative, l’importante è che il padrone di casa sia presente ed abbia qualità, intelligenza e passione da vendere.


ENGLISH VERSION

Thanks to restaurateurs as Paolo Squilloni, from the “Ristorante Capoverde” at Lastra Signa (Florence), also a small winery can be known. Because the passion of an host that believes in a wine is worth more than every expensive marketing activity. A “maitre” that keep the client in his heart, is able to read his mind and understand his taste so that he can easily recommend only few of the numerous dishes. Then he leaves the wine list on the table, but actually it is just him that know which one is the best for that dish. So let an enthusiast restaurateur to suggest your meal; as any curious traveller would let the locals, that love their own places, show you the secret spots, those that are less touristy. This is my idea of an "away from home" meal: they have to surprise me, spoil me with recipes that may be traditional or innovative, the main point is that the owner is there to serve quality, intelligence and passion.

Sunday, May 31, 2009

Amaranto: il colore del vino il significato della vita

Vino buono da bere o vino da premi e medaglie? Negli ultimi anni, si sono prodotti vini concentrati, di grande struttura, spesso carichi di sentori tostati. Questo per uno strano meccanismo che ha fatto credere a molti produttori che il vino “premiato” sia il vino più venduto. In effetti l’acquisto da parte di molti operatori-rivenditori, soprattutto all’estero, è influenzato dal giudizio di guide e riviste autorevoli. Però si tratta solo della prima fase di vendita, chiamata sell-in, e non corrisponde all’effettivo consumo, cioè al sell-out. Quest’ultimo in genere è maggiore per il vino di grande piacevolezza, Prosecco e Pinot Grigio insegnano. Cosa accade quando un vino considerato “ottimo” dagli esperti viene assaggiato da un pubblico alla ricerca del vino “perfetto”? Il degustatore troverà questo vino troppo austero, alcolico e tannico per il suo palato abituato a cibi e bevande dolci e morbide. Egli penserà di non saper capire la qualità di un vino, e che, per non far brutta figura, non è il caso che ordini una bottiglia al ristorante (tra l’altro costosa). Invece è tempo di ridare fiducia e piacere alle persone con vini più bevibili, più sani e digeribili. Carlo Cambi, irriverente giornalista del vino, si scaglia contro i vini da “falegnameria”, a favore di quelli da “osteria”. Io faccio altrettanto e specifico che quest’ultimi devono comunque essere caratterizzati da equilibrio, pulizia e finezza. Carlo Sitzia, di Palazzetto Ardi, è d’accordo con me e riscopre un’espressione francese bellissima: “vin de soif” cioè “vino dissetante”, caratterizzato da estrema leggerezza e bevibilità. Daniel Schuster, vignaiolo nel mondo che si è fermato in Nuova Zelanda, parla di un vino da bere e non da ammirare e di un vino che deve apportare lo stesso piacere al primo come all'ultimo bicchiere.

Questo mio appunto non vuole essere un attacco ai "grandi vini", che sono necessari per dare lustro alla propria produzione, solo un elogio ai "piccoli vini del territorio" per suggerire agli amici e colleghi produttori di concentrarsi maggiormente sulla piacevolezza.

Con questo spirito nasce “Amaranto”, il nuovo vino di Podere San Cristoforo, da uve Sangiovese raccolte a massima maturazione (vendemmia 20 d’ottobre 2008). Amaranto è interessante perché mostra la variabilità del Sangiovese che a seconda del territorio, della gestione in vigna e delle tecniche di cantina può dare vini diversissimi tra loro. Così ecco salire al naso note di frutti rossi in confettura, camomilla e spezie come il chiodo di garofano e la cannella. In bocca è leggero e fresco, quasi un “vino da pesce”, un Pinot Nero fatto in Maremma. Chi lo avrebbe mai detto che quel vino tanto esile e leggero, poco rassicurante per la barrique, seppur usata, ci avrebbe dato tanta soddisfazione?

Dieter, importatore belga, è pragmatico nelle sue note di degustazione: “Amaranto was wonderful, color was pretty light but in the nose and mouth we had dried grapes, anise, plums, all very mature fruit.”

Amaranto ci ha stupito e resi felici come i genitori di quel ragazzo che li aveva preoccupati per le sue difficoltà a scuola e invece, a fine anno, viene promosso con un bel voto.

L’amaranto è una pianta simile ad un cereale dal colore rosso cupo (rosso amaranto appunto). Ha origini etimologiche dal greco "amarantos" che significa "che non appassisce". Da qui il significato attribuito dai Greci di pianta dell'amicizia, della stima reciproca ed espressione di tutti i sentimenti veri immutabili nel tempo. Nella mitologia greca si narra che le Dee amassero essere festeggiate con ghirlande di amaranto; quindi l'amaranto era utilizzato per ottenere protezione e benevolenza. I romani attribuivano all'amaranto il potere di tenere lontana l'invidia e la sventura. Nel periodo 1600 - 1800 veniva utilizzato come ornamento ai vestiti, perché si riteneva che donasse benessere fisico. Il nome “amarato” è stato scelto non solo perché ricorda il colore del vino, ma soprattutto per i valori unici ed eterni che esso rappresenta. Amaranto, vino dal facile approccio e caratterizzato da una spiccata personalità, è perciò “vino dei sentimenti”.

Tuesday, May 26, 2009

Da Stoccolma con amore / From Stockholm with love

Stoccolma è un’incantevole città di 800 mila abitanti, costruita su 14 isole - la prima delle quali è Gamla Stan, la vecchia città - immersa in un’acqua insolitamente dolce del Mar Baltico. Mi era già capitato di visitare la capitale con i miei compagni dell’O.I.V., la scuola del vino itinerante in molti paesi del mondo tra cui la Svezia. A quel tempo l’oggetto del nostro studio era il monopolio di stato, chiamato Systembolaget. Un organismo che esiste ormai da 150 anni, a tutela del popolo svedese, che controlla la vendita delle bevande alcoliche (qui è vietata a minori di 20 anni).

Il Systembolaget rappresenta una delle più forti barriere all’entrata per un’azienda vinicola e, allo stesso tempo, una delle più grandi opportunità nel caso di vincita di un loro tender. Infatti, molto spesso l’acquisto del vino da parte del monopolio svedese avviene ad un prezzo equo, senza eccessivi sconti.

Sono perciò ritornato a Stoccolma con un nuovo spirito, quello di giovane produttore, per capirne le potenzialità commerciali ma anche per imparare ad amare di più questa città. Ospite di Giordano, il mio agente su Stoccolma, sono riuscito a scoprire nuove caratteristiche di questo popolo, ad esempio l’incredibile ingegno per facilitare ogni gesto quotidiano, quindi non solo nuove idee ma anche migliori soluzioni per i prodotti già esistenti. Ma l’aspetto che colpisce maggiormente, girando per le strade della città, è il senso civico degli svedesi, l’ordine e la pulizia. Una sorta di inquadratura mentale che, se da un lato apporta grande disciplina, dall’altro pregiudica i rapporti interpersonali, portando ad una certa chiusura emotiva.

Con Giordano facciamo visita allo Story Hotels un ristorante bohemien, a cui si affiancano un moderno lounge bar e qualche camera d’albergo dal design ricercato. Il posto è davvero bello: un salone in cemento con a terra una resina grigia sfumata, alcuni elementi dell'arredamento sono in velluto rosso per creare una sorta di contrasto barocco. Le tavole sono ornate da candelabri e grandi vasi sferici, sulla parete più lunga si trova una vetrina perfettamente integrata nella struttura che lascia immaginare gli ospiti intenti a scegliere la loro bottiglia. Niklas, il sommelier dello Story Hotels, è solare, si siede con noi, assaggia il Carandelle, e se ne innamora.


Appuntamento successivo: Pappa Grappa a Norrkoping, piccola cittadina a sud di Stoccolma. Qui siamo ospiti di Majed e Ronnie, eccellenti padroni di casa. Un concept ancora innovativo: tutto ciò che ha reso l’Italia famosa nel mondo è qui servito in una struttura polifunzionale. C'è il Pappa Grappa Trattoria, il Pappa Grappa Pizza, il Pappa Grappa Café ed infine il Pappa Grappa Deli.
La “Trattorian”, una sorta di cantina costruita all’interno di una vecchia fortezza, è completamente tappezzata di locandine del cinema anni ’60. Così anche i menù sono vintage, con pagine di vecchi TV e Sorrisi Canzoni. In carta solo vini italiani e la più grande selezione di grappe della Svezia. Chi avrebbe mai detto di trovare tutto questo in una piccola città della Svezia? Per noi è stata una magnifica serata di presentazioni dei miei vini, grazie Pappa Grappa!




Infine Villa Pauli, una residenza affrescata del 1907, con giardino che si affaccia sul Baltico ed una cantina strepitosa. Villa Pauli, è un luxury hotel aperto solo a membri del club tenuti in perfetto anonimato. Qui ancora Carandelle piace e stupisce come Elisabetta Geppetti, semplice ed elegante signora, che con me presenta i suoi grandi vini, tra i quali spicca il Saffredi. Il viaggio in compagnia di Tjasa, Giordano, Stella e Carolina finisce così, lasciando tante emozioni e tanti amici (Elisabeth, Annica...)



ENGLISH VERSION

Stockholm is an enchanting city of 800 thousand inhabitants, built on 14 islands – the first is Gamla Stan, where the old city is built - dipped in an unusually sweet water of the Baltic Sea. I visited the capital before with my schoolmates of the O.I.V., the master of wine that travels around many countries of the world among which Sweden. At that time the alcohol monopoly, called Systembolaget, was the object of our study. It is an institution that has been existed for over 150 years and that
checks alcoholic drinks sales (forbidden under 20 years old) to guarantee Swedish people health.

The Systembolaget represents one of the strongest market barriers for a winery and, at the same time, one of the greatest opportunities in the case that a monopoly tender is won. In fact, the wine purchase from the Swedish monopoly very often is proposed at a right price without excessive discounts.

Therefore I come back to Stockholm with a new spirit, the one of a young producer, to understand its market potentials as well as to learn the way to love this city. As guest of Giordano, my agent in Stockholm, I succeeded in discovering new characteristics of the people, for instance the unbelievable talent to facilitate every daily gesture, through out not only new ideas but also best solutions for the existing products. But the aspect that mostly strikes me by travelling around the city alleys, is the civic sense of the Swedish, everything is tidy up and clean. A sort of mental attitude that, on one side brings great discipline, on the other side jeopardizes relationships, bringing to a certain emotional closing.

With Giordano we visited the Story Hotels a bohemian restaurant, with a modern lounge cafe and some hotel room with a sought-after design. The place is beautiful indeed: a cement saloon with a shiny grey resin floor, some elements of the furnishing are in red velvet to create a sort of Baroque contrast. The tables are adorned by candelabra and great spherical vases, on the longest wall there’s a window wine cellar perfectly integrated in the room that allows the guests to choose their bottle. Niklas, the sommelier of the Story Hotels, is solar; he sits with us, taste the Carandelle, and falls in love with it.

Next appointment is at Pappa Grappa, in Norrkoping, a small town south of Stockholm. Here we are Majed and Ronnie’s guests, excellent landlords. An other innovative concept: every food that has made famous Italy around the world, is served in a multi-purpose structure. So that, in the same building, there are Pappa Grappa Trattoria, Pappa Grappa Pizza, Pappa Grappa Café and finally Pappa Grappa Deli.
The "Trattorian", a sort of wine cellar built inside an old fortitude, is completely decorated with cinema poster of the sixties. Also the menù are vintage style, with pages of an old popular Italian magazine. In the wine list there are only Italian wines and the greatest selection of Italian grappa in Sweden. Who would have never imagined to find so much in a such small city of Sweden? For us it was a magnificent evening to present my wines. Thanks Pappa Grappa!
Last appointment at Villa Pauli, a 1907 inn with an elegant garden that leans out on the Baltic sea and an uproarious wine cellar. Villa Pauli, is a luxury hotel open only to the club members that are held in perfect anonymity. Here Carandelle still trikes the public as much as Elizabeth Geppetti, a simple and elegant lady, that introduced with me her great wines - among all the Saffredi. The trip together with Tjasa, Giordano, Stella and Carolina come to the end, leaving us so many emotions and so many friends (Elisabeth, Annica...)

Thursday, April 9, 2009

Vinitaly 2009 - Incontri / Meetings

Vinitaly è stato come al solito un momento magico di incontro con amici del settore ed amici appassionati. Ancora il vino è stato elemento che ha legato il lavoro e la vita delle persone.
Ringrazio tutti coloro che ho rivisto e conosciuto per la prima volta perchè hanno apportato nuove conoscenze e nuovo entusiasmo per la mia attività. Mi scuso con tutti gli amici che non sono riuscito a salutare o a seguire come avrei voluto, Vinitaly è impegnativo e anche cinque lunghi giorni non sono sufficienti.

ENGLISH VERSION

As usual Vinitaly has been a magic moment to meet friends that are working in the business and friends that are just passionate about wine. Again the wine has been the element that has tied up people's job and life.
I would like to thank all those friends, old and new, that I met, because they have brought new knowledges and new enthusiasm to my activity. I apologize with those that I couldn't meet or stay with as much as I would have liked, Vinitaly is demanding and even five long days are not enough.

Thursday, February 19, 2009

Nasce "Luminoso" in edizione limitata / "Luminoso" is born in limited edition

Mi risveglio con il desiderio di racchiudere nella mano la terra ciotolosa ed ocra di Podere San Cristoforo, per sentirla pizzicarmi la pelle e scivolare polverosa tra le dita. Dai balconi filtra un raggio di sole, penso che finalmente asciugherà i vigneti e caricherà di energia il nostro spirito. Oggi è un giorno speciale anche per un altro motivo: incontrerò a pranzo Dunio e Giancarlo che mi consegneranno la nuova incisione per l'etichetta di "Luminoso", il bianco in edizione limitata di questo angolo di maremma. Arrivo a Vicenza e batto un colpo con le dita sulla campanella posta a metà del portoncino in ferro battuto che blocca l'accesso alla bottega di Giancarlo Busato, antica stamperia d'arte. Salgo le scale accompagnato da Giancarlo, sorridente ed indaffarato. L'amico Dunio è chino sul tavolo con la matita, intento ad eseguire una scena di vendemmia, alza lo sguardo ed accenna un sorriso indicandomi le molte prove di stampa all'acquaforte che ritrae il suo lavoro: una scena del vecchio vigneto di Podere San Cristoforo piantato maggiormente a Vermentino e Trebbiano. Si riconosce il tratto dolce dell'artista, mi colpisce però la prospettiva, sembra bucare la bidimensionalità del foglio, una piccola finestra su quel vigneto stanco, quasi abbandonato ai margini della nostra proprietà, tiepido al calar del sole. In primo piano, sopra ad un palo di testata, una gazza ladra sembra custodire quel tesoro di grappoli dorati. Tutto è illuminato da una luce tenue che si diffonde dal sole ormai basso sulle colline. Complimenti Dunio e complimenti Giancarlo, ci avete regalato un'altra emozione.




"Luminoso" nasce nel vecchio vigneto di Podere San Cristoforo, un piccolo appezzamento dove abitano da più di trent'anni viti di diversa provenienza, piccoli con una prevalenza netta di Vermentino e Trebbiano, vitigni che amano il vento ed il mare. Il fascino di questo vino risiede nella sua fruttuosità e nelle sottili sfumature minerali che provengono da radici che affondano profonde in un suolo fresco e sassoso.

Vinificazione - Vino bianco in edizione limitata (2.000 bottiglie)

L'uva è stata raccolta venerdì 19 Settembre, giorno di frutti secondo il calendario lunare di Maria Thun, a piena maturazione in piccole ceste e poi diraspata e pressata con un torchio a gabbia di legno. Per essere privato delle particelle in sospensione, il mosto è stato fatto decantare a freddo e quindi travasato. Il mosto pulito è stato lasciato a temperatura ambienteper la naturale fermentazione con lieviti autoctoni. Venerdì 26 Settembre, in luna calante, è stato travasato per privarlo dei sedimenti grossolani della fermentazione. Durante la maturazione, di circa 6 mesi nei 2 piccoli serbatoi di cemento vetrificato, è stato ripetutamente rimescolato per dissolvere i lieviti sul fondo e donare maggiore morbidezza al vino.

L'incisione all'Acquaforte - Dunio Piccolin e Giancarlo Busato

Incisione su lastra di rame che ritrea una scena del nostro più vecchio vigneto."La solita gazza ladra, al tiepido calar del sole, sembra custodire quel tesoro di grappoli dorati, maturati nel più vecchio vigneto del podere."


ENGLISH VERSION

I get up with the desire to put in my hand some of the ocre-coloured gravel of Podere San Cristoforo that gently prickles my skin while it slips between my fingers. A sun ray filters through the balcony, I think that the warmth will finally dry out the vineyards and it will give us some new energy. Today is a special day also for another reason: I will meet Dunio and Giancarlo for lunch and they will give me the “Acquaforte print” that I will use for the label of "Luminoso", the white wine from this fabulous corner of Maremma that was produced in a very limited quantity.

I arrive in Vicenza, and with a tap of finger, I hit the little bell situated in the middle of the wrought iron gate at the entrance of Giancarlo Busato ‘s ancient art workshop. I go up the stairs with Giancarlo who has a big smile even if it’s a very busy time for him. Dunio is lowered over the table with a pencil: he is drawing an harvest scene. He looks at me and immediately with a shy smile points out the whole print tests for “Luminoso”: a scene of the oldest vineyard of Podere San Cristoforo - planted mostly with Vermentino and Trebbiano. I can recognizes the gentle stroke of the artist. However what strikes me the most is the perspective, it really seems to break though the two-dimensions of the paper, opening a small window on this old vineyard, almost abandoned the border of my property flush with the warmth of the sunset. In the foreground, a thievish magpie is perched on a vineyard pole seeming to protect the gilded cluster treasure. Everything is illuminated by a subtle light that spreads out from the sun now low behind the hills.

Congratulations Dunio and Giancarlo, you’ve given us another emotion!

Note: "Luminoso" in Italian mens bright, sunny, luminous.

“Luminoso” comes from the oldest vineyard of Podere San Cristoforo, a small plot containing vines of various origins that are over thirty years old. These are mainly Vermentino and Trebbiano, varieties that thrives under the influence of the wind and the sea. This wine’s great appeal lies in its subtle mineral nuances that are a result of the positive interaction between the roots and the soil.

Vinification - White wine in limited edition (2.000 bottles)

The grapes were harvested on Friday September 19th, on the “day of the fruit” according to the lunar calendar of Maria Thun, at full maturation using small baskets, and then destemmed and gently pressed through an old press with a wooden cage. The cold must was settled for one day and then racked. The clean must then started its natural fermentation through indigenous yeasts. Friday September 26th, in the waning moon, it has been racked again to be cleaned from the fermentation sediments. During the maturation of 6 months in 2 small cement vats, it was repeatedly remixed (bâttonage) to dissolve the yeasts and give greater softness to the wine.

"Acquaforte" print

Engraved in copper by the artist Dunio Piccolin. Etched by Giancarlo Busato. The Acquaforte print portrays a scene of our oldest vineyard: "the usual thievish magpie, in the lukewarm heat of the sunset, seems to protect that treasure of gilded clusters, matured in the oldest vineyard of our farm."

Wednesday, November 19, 2008

Quanta pioggia, ed ora il gelo... Ma siamo pronti per la biodinamica - So much rain, and now everything is frozen... but we are ready for biodynamic

ITALIAN AND ENGLISH VERSION

Quel Sabato prima delle ultime piogge, Luca era arrivato di buon'ora, con Eugenio ci eravamo svegliati un po' prima per fare colazione ed assaggiare il vino. La colazione alla Pasticceria Asti di Bagno di Gavorrano è un rito antidepressivo, qui le nostre paste vengono sempre riportate nel laboratorio per un'ulteriore farcitura di panna o Nutella.

Da allora le attività in vigna si erano arrestate, ma con Davide si sono raccolte le olive e si sono fatti diversi lavori di manutenzione. Oggi però la terra si è fatta più soda e sarà finalmente possibile entrare nei vigneti.

Quest'anno i sovesci, pratica che consiste nell'interrare alcune colture dopo averle seminate e fatte crescere, verranno effetuati a filari alterni. Pianteremo graminacee (orzo e avena) le quali andranno in competizione con le viti, e ne diminuiranno il vigore, inoltre hanno radici molto sviluppate che aerano il terreno e creano un ambiente favorevole a certi organismi benefici. L'orzo in particolare elimina i ristagni d’acqua e migliora la struttura del terreno.
Assieme a queste pianteremo le leguminose (colza, brassica e favino) in quanto queste sono tra le poche specie vegetali in grado di fissare direttamente l'azoto atmosferico. Con tale sovescio si trasferisce, tramite l'azotofissazione, azoto dall’atmosfera al terreno.L'interramento avviene in fioritura, in genere a fine maggio, quanto è massimo l'accumulo d'azoto nelle leguminose. Inoltre colza e brassica hanno un effetto purificante per il terreno.I filari non seminati verranno smossi in superficie e l’anno prossimo saranno oggetto di sovesci.

Sempre prima della caduta delle foglie andremo a prevenire l'attacco dell'oidio attraverso l'inoculo dell'AQ10 (Ampelomices Quisqualis) battere che uccide il corpo svernante dell’Oidio bucando la parete cellulare del fungo e portandolo a disidratazione. Mentre dopo la caduta delle foglie andremo ad intervenire con il preparato 500k (corno letame con alcuni preparati da cumulo). Tale preparato si spruzza a goccia sul suolo - i giorni migliori sono quando il terreno lo consente, poi meglio se la giornata è umida, coperta e tiepida e comunque sempre dopo le ore 15.00 (quando il terreno inspira). Per tale preparato occorre dinamizzare l'acqua cioè mescolare l'acqua per lungo tempo creando vortici alternativamente in senso orario ed in senso antiorario.
La potatura verrà effettuata nelle giornate di luna calante in prossimità della luna nuova (quando la linfa si trova in basso). Si è ossservato infatti che in primavera la pianta riparte meglio. Poteremo “alla Montalcino” cioè con una gemma di corona più quella superiore. Dopo aver trinciato i tralci si procederà ad una nuova spruzzatura del 500K con analoga preparazione.

"L'agricoltura è legame sacro tra uomo e natura. La razza umana non si fermerà di distruggere il pianeta finchè non riscoprirà il valore della sacralità" - Principe Carlo d'Inghilterra.


ENGLISH VERSION

That Saturday, before the last rains, Luca arrived early in the morning, and Eugenio and I had woken up early to have breakfast and taste the wines. Our breakfast at “Pasticceria Asti” in Bagno di Gavorrano is an antidepressive rite, with extra pastries always making their way back to the laboratory for a further filling of whipped cream or Nutella.

It had been some time that the activities in the vineyard had stopped, but in the meantime Davide had harvested the olives and done maintenance works. Today the ground is firm enough so we will finally be able to enter the vineyards.

This year, the “sovesci”practice ,that is burying special grass that has been expressly grown apart, will be done at alternate rows. We will plant the “graminacee” (bowline and oat) which compete with the vines for nutrition and water and will decrease the vigour of the vines. These plants have very developed roots that will also aerate the ground and create a favorable environment for some beneficial organisms. The bowline plant in particular eliminates the stagnate water and improves the structure of the soil.

Together with the bowline and oat, we will plant the leguminoses (“colza”, “brassica” and “favino”), plants that are a part of the few vegetable species able to directly fix the atmospheric nitrogen. With the “sovescio” practice, we transfer through “azotofissazione” nitrogen from the atmosphere to the soil. The burying happens in the flowering season, generally at the end of May, when the nitrogen accumulation in the leguminoses is maximum. The “colza” and “brassica” have a purifying effect for the ground. The rows that will not be sowed for the “sovesci” will be surface raked and the next year will be subjected to “sovesci”.

Also before the leaves falls, we will try to prevent the attack of the “oidium” through the inoculation of the AQ10 (Ampelomices Quisqualis), a bacteria that kills the winter body of the “oidium”, puncturing the cellular wall of this mushroom and dehydrating it. After the leaves fall, we will spray with the 500K preparation (a biodynamic “horn manure”). This preparation is sprinkled as drops on the ground. The best time to do it is when the day is humid with cloud cover and warm and always after 3 pm (when the ground inhales). For such preparation it’s important to “dynamize” the water (mix the water for long time alternatively creating vortexes in one sense and in the other).

The pruning will be done in the days of waning moon but in proximity of the new moon (when the sap is still down). It has been observed that doing that, the vine in the spring will start better. We will prune “Montalcino style” which is cutting at 2 buds. After having crushed the shoots we will proceed with a new spraying of 500K preparation.

"The agriculture is a sacred bond between man and nature. The human race won't stop to destroy the planet until will rediscover the value of the sacredness" - Prince Charles of England.